martedì 17 marzo 2009

4° giro di Swap reticello





















Ed eccoci al quarto giro dello swap sul reticello, ormai la carissima Manuela, ha ricevuto il mio reticello e quindo posso mostrarvelo: ho scelto i colori tipicamente natalizi, il rosso e il dorato, applicato uno swarosky al centro del ricamo per impreziosirlo e poi montato il tutto su una sagoma in polistirolo con la tecnica del patch senza ago.


La forma è quella di un cuore, che secondo me, rappresenta : amore, famiglia e generosità, i valori fondamentali non solo del Natale...




E poi ho già preparato il materiale per il prossimo lavoro...








Bamboline, un tripudio di colori!











































Ieri pomeriggio quando sono andata a casa della mia amica Angela, non mi sarei mai aspettata un così bel tripudio di colori e di allegria, tutte quelle bamboline porta-sacchetti e porta-pigiamini, così allineate da non sembrare vere.


Sono state interamente realizzate a mano da Angela, persona meravigliosa, che ne ha curato nei minimi dettagli ogni singola bambolina, dal colore dei capelli al nastrino, alla fantasia del tessuto, non sono bellissime? Sono state realizzate per essere vendute, il prezzo è irrisorio se si considera la gran mola di lavoro che c'è dietro, solo 10 euro ogni bambolina!


Se siete interessate fatemi sapere, adesso si avvicina la festa della mamma, o una nascita, io stessa per il compleanno della mia amica Francesca non ho saputo resistere e ne ho presa una...coi girasoli ovviamente!

filet ad ago


















Nelle settimane passate, ho trascurato il blog e non solo, per dedicarmi al filet ad ago, un tipo di tecnica antichissima, di cui si stanno perdendo le tracce.


Ho avuto la fortuna d'impararlo da una signora dolcissima: Maria, mani d'oro che tessono una rete e un ricamo preciso, antico e bellissimo.


Ho potuto ammirare le tende, i centri, i lenzuolini per culla, le copertine che le sue sapienti mani sanno realizzare e ogni volta che gli occhi si posavano su queste meraviglie era come lasciarsi affascinare da un ricamo che richiede passione, amore e sacrificio, sì perchè il filet ad ago è un ricamo che chiede molto, in termini di dedizione e pazienza, ma alla fine ripaga tantissimo...

Maria mi ha potuto seguire ogni mattina per una decina di giorni, adesso è ritornata a lavorare e gli impegni di una donna che lavora e ha una famiglia da curare si sa sono molti, perciò il mio imparaticcio, è qualcosa di piccolo, si tratta di una rete inizialmente sgangherata, la mia mano mancina è stata messa in secondo piano e ho imparato con l'altra, ha trovato un suo equilibrio verso la fine del lavoro... poi un piccolo ricamo si è posato sulla rete: una rosellina, preludio di profumi e voglia di primavera.
Adesso, mi sto esercitando con la rete, cosa ne dite, va bene?



















venerdì 13 marzo 2009

La rivincita del calzino spaiato

Capita di avere qualche calzino spaiato o consunto, come in questo caso e allora che fare?


















Ritagliare le sagome di una lingua biforcuta, alcuni occhi:


















Incollare le varie parti sul calzino e.....

















ecco qua un simpaticissimo burattino: un sssssssserpente ssssssimpaticissimo!
Volete lasciarlo da solo? Noooo, ecco un'altro allegro compagno:























Mentre Francesco giocava tranquillamento, ho ricevuto una visita inaspettata, Angela, mi ha portato alcune riviste per il decoupage:


















Angela ha delle manine d'oro, sa ricamare, lavorare a maglia, cuce, ma soprattutto realizza delle opere d'arte a decoupage, conoscendo la mia passione per questa tecnica, mi ha portato alcune riviste da consultare, con tante carte da utilizzare... grazie di cuore!

mercoledì 11 marzo 2009

Cucina e... fili!

La pioggerellina mi piace, quel suono lieve ti fa rallentare un pò, ti fa ascoltare la natura e guardare ogni cosa dalla finestra con più attenzione, ma è da qualche mese che la pioggia non ci vuole abbandonare e ultimamente quando piove mi sono accorta che, la voglia di fare è poca e allora la cucina per me è sempre stata una valida terapia contro l'umore negativo...
Oggi con gli ultimi scarti di una zucca regalatami da mia zia, ho preparato con l'aiuto di mia suocera, questi squisiti gnocchi, ripassati con burro, salvia e parmigiano.





































la ricetta è di Serafina, un'amica del forum di Orietta: grazie Serafina, gli gnocchi erano squisiti!

Gnocchi di zucca:
500 gr zucca
500 gr farina
2 patate
1 uovo
sale

Ho cotto la zucca a vapore, schiacciata, poi ho lessato le patate e schiacciate anche queste, lasciare intiepidire, quindi impastare con 1 uovo,la farina.


Con la restante quantità, ho fatto questi muffin, straordinariamente morbidi, in parte regalati alla zia, per ringraziarla...
la ricetta è la stessa della ciambella alla zucca, solo che al posto della mela, ho cosparso i muffin con gocce di cioccolato.



















Ed infine, la giornata non è stata proprio improduttiva, ho terminato di confezionare il reticello, le foto solo dopo che Manuela, la mia abbinata, l' avrà ricevuto... per il resto la foto del sal dei fili sotto la polvere: non ho ricamato molto in queste settimane, si vedono i fili del reticello, rosso e dorato...








martedì 10 marzo 2009

Segnalibri per Francesco

Sul blog, http://paneamoreecreativita.blogspot.com, ho trovato dei simpatici segnalibri e precisamente qui: http://paneamoreecreativita.blogspot.com/2009/02/piccoli-segnalibri-vintage-per-i-nostri.html, così oggi pomeriggio ho stampato le immagini su cartoncino e Francesco ha ritagliato le sagome, poi abbiamo scelto i nastrini di raso e così adesso ha una bella scorta di segnalibri!



10 Marzo 1959

Il 10 Marzo 1959 il popolo tibetano si ribellò all'esercito comunista cinese e oggi, dopo ormai 50 anni, la situazione è rimasta invariata, anzi accresce il numero di monaci scomparsi o prigionieri di un regime che non accetta la libertà del Tibet...
La repressione continua e la tensione resta alta, non possiamo restare indifferenti davanti a questa dura realtà.

Vi riporto un articolo scritto dal Dalai Lama

Oggi è il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet. Dallo scorso marzo si sono diffuse pacifiche proteste in tutto il Tibet. La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto né visto un Tibet libero. Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili sofferenze e distruzioni alla Terra del popolo tibetano.
Anche oggi i tibetani in Tibet vivono con una paura costante e le autorità cinesi sospettano costantemente di loro. Oggi la religione, la cultura, la lingua e l'identità, che le successive generazioni di tibetani hanno considerato più preziose che le loro vite, sono a rischio d'estinzione; in breve, il popolo tibetano, è stato considerato come un criminale meritando soltanto di essere messo a morte.

Noi abbiamo bisogno di guardare al futuro e lavorare per i nostri benefici. Rivolgiamo il nostro sguardo verso una legittima e concreta autonomia che abiliterebbe i tibetani a vivere entro la struttura della Repubblica Popolare Cinese. Soddisfacendo le aspirazioni del popolo tibetano consentirebbe alla Cina di ottenere stabilità e unità. Per quanto ci riguarda, noi non stiamo avanzando nessuna richiesta basata sulla storia. Guardando indietro alla storia, non c'è nessun paese oggi, Cina inclusa, il cui status territoriale è rimasto immutato, né che possa essere soggetto a modifica.
Sono deluso per il fatto che le autorità cinesi non abbiano risposto in maniera appropriata ai nostri sinceri sforzi per migliorare l'autonomia regionale per tutti i tibetani, come stabilito nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. A margine dell'attuale processo del dialogo sino-tibetano che non ha portato a nessun risultato concreto, c'è stata una violenta repressione sulle proteste dei tibetani che hanno scosso l'intero Tibet da marzo dello scorso anno.
Sin dall'antichità il popolo cinese e quello tibetano sono stati vicini. Anche nel futuro noi dobbiamo vivere insieme. Quindi è molto importante per noi coesistere in amicizia gli uni con gli altri. Dall'occupazione del Tibet, i Comunisti Cinesi hanno fatto una propaganda distorta sul Tibet e sulla sua gente. Di conseguenza, ci sono nella popolazione cinese poche persone che hanno una vera comprensione sui fatti del Tibet. È infatti molto difficile per loro conoscere la verità. Ci sono anche leader cinesi di estrema sinistra che dallo scorso marzo hanno fatto una diffusa propaganda con il solo scopo di creare astio tra il popolo cinese e quello tibetano. Tristemente, come risultato, si è fatta spazio nelle menti di alcuni nostri fratelli e sorelle cinesi una impressione negativa dei tibetani.
Quindi vorrei esprimere un forte desiderio affinché i nostri fratelli e sorelle cinesi non siano influenzati da questa propaganda, ma invece comprendano gli accadimenti del Tibet in modo imparziale, così che non ci siano divisioni tra di noi. I tibetani dovrebbero anche continuare a lavorare per l'amicizia con il popolo cinese.

Guardando indietro ai 50 anni dell'esilio, noi abbiamo sperimentato molti alti e bassi. Comunque sia, il fatto che la questione tibetana sia ancora aperta e che la comunità internazionale si stia interessando molto è senza dubbio un traguardo. Vista da questa prospettiva, io non ho alcun dubbio che prevarrà la giustizia per la giusta causa del Tibet, se noi continuiamo sul cammino della verità e della non violenza.
Dico sempre che dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio. Da qualsiasi punto lo guardiamo sia dalla prospettiva globale che dal contesto degli eventi in Cina, ci sono ragioni per noi che ci fanno sperare in una veloce risoluzione della questione tibetana. Ma dobbiamo anche essere preparati nel caso in cui la lotta per il Tibet si protragga per un tempo più lungo.